Come nacquero i ristoranti a Torino come in altri luoghi…….

Fino a qualche secolo fa, gli unici posti dove si poteva mangiare in pubblico erano gli “spacci di bevande alcoliche”: servivano vino, birra, piatti molto semplici ed a buon mercato. La convivialità che ne risultava era molto rumorosa e spesso litigiosa.

Dall’altra parte c’erano i “caffè”, frequentati dai signori mondani per socializzare, gustare un buon the, del cioccolato e le novità provenienti dagli altri paesi.

I piatti cucinati venivano preparati solo dalle trattorie e dalle locande (che affittavano anche delle camere), luoghi in cui mangiava solo la massa popolare, per lo meno in Francia ed in Italia.

I nobili italiani e francesi, infatti, preferivano ordinare i pasti a domicilio per distinguersi, mentre in Inghilterra anche i ceti medio-alti frequentavano abitualmente le “taverns”.

I ristoranti, per come li intendiamo oggi, si diffusero a seguito della rivoluzione francese: i cuochi ed i maggiordomi parigini non avevano più un lavoro a causa della fuga dei nobili e decisero di proporre un nuovo modello di convivialità contrapposto alla cucina altolocata: cibi ricercati e sale raffinate che rappresentassero la tradizione culinaria nazionale.

Possiamo, quindi, pensare che il ristorante a Torino, più ancora che in altre città, proprio per la sua vicinanza alla Francia e alle sue consuetudini, abbia risentito della divulgazione di tale nuova modalità conviviale.

L’Angolo di Parìn, che si propone come felice connubbio tra la piemontesità, la torinesità e lo stile francese, è un ristorante di Torino che ben si caratterizza in tale percorso di storicità, a partire dal suo fondatore Suppo Giovanni,  detto Parìn.

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